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IL CAPOLAVORO DI JOEY TAFOLLA: “OUT OF THE SUN”

Or dunque, un mio personale suggerimento che riguarda non soltanto i fanatici della chitarra, ma anche quelli che non sono degli apprendisti di questo strumento, non studiano la chitarra per imparare a suonarla, bensì vogliono scoprire nuovi orizzonti sonori. L’album in questione è veramente sconvolgente, uno di quei lavori esageratamente pieni di musica, di trilioni di note. E questo non farà felici gli amanti dei fraseggi riflessivi e lenti alla David Gilmour, alla Pink Floyd e congeneri. Ma vi assicuro che le suddette innumerevoli note sono suonate con una maestria davvero unica. L’artista in questione è Joey Tafolla e quest’album che vi consiglio è del 1987. Un must assoluto. Chiunque ami la chitarra, ripeto, studente o meno che sia, deve assolutamente essere a conoscenza dell’esistenza di questo gioiello. Possederlo, poi, è un’idea fantastica per la propria collezione personale. Joey Tafolla è uno dei più grandi interpreti del movimento shred, nonostante sia un artista di nicchia e perciò non conosciuto dalla moltitudine. Il nostro, il cui cognome tradisce le chiare origini italo-americane, si annovera tra quelli che sono i massimi esponenti del movimento shred, cioè chitarristi ultratecnici ed ultraveloci i cui nomi più illustri, è ben noto, sono Paul Gilbert, Yngwie J. Malmsteen, Steve Vai, Vinnie Moore, Tony MacAlpine, Michael Angelo Batio, tra i quali probabilmente Tafolla è il meno conosciuto. Tuttavia ‘Out Of The Sun‘ è un disco incredibile, anche perché annovera nella propria line-up altri due musicisti di grido: un Paul Gilbert straordinariamente giovane e in tono (proprio perché siamo, appunto, alla fine degli anni 80) ed un Tony MacAlpine (straordinario chitarrista di colore ed anche virtuoso del pianoforte classico e delle tastiere) qui nella sua versione tastieristica ed iper-veloce persino sui tasti d’avorio. Vi propongo il seguente ascolto, oltre naturalmente a consigliarvi tutto il resto dell’album. Il brano in questione, mio preferito del lotto, si intitola Stalingrad (cliccare sul titolo per ascoltare su YouTube). Qui potrete cogliere tutta la maestria d’un Tafolla in formissima ed apprezzerete un intervento veramente mozzafiato di Paul Gilbert che non lesina, in questa occasione, di far davvero male al chitarrista padrone di casa. Come dire, un’ospitata non proprio conveniente per Joey il quale, però, non è per nulla intimorito dall’incredibile Paul e sfodera, una dopo l’altra, autentiche gemme di musica spaziale eseguita ai suoi massimi storici. Vi auguro un ascolto…illuminante!

Esageratamento Vostro,
Marco “Mark Joyce” Di Matteo

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Marco "Mark Joyce" Di Matteo

Il mio lavoro di insegnante è la realizzazione di quello che fu un mio sogno di adolescente. Desiderai che qualcuno mi insegnasse la musica e la chitarra con passione, con mirabili capacità di trasmettere, con un metodo che arrivasse dritto al cuore e alle aspirazioni. Desiderai che le mie dita volassero leggere su quello strumento ad emozionare le persone. E non c’è gioia più grande del trovarmi, oggi, a donare tutto questo ai miei studenti.

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